Normativa

Ogni nostra installazione è costruita ed eseguita per dare il massimo di sicurezza e di performance, per garantirVi le migliori soluzioni in sistemi di impianti elettrici ed in impianti speciali.

Tutti i prodotti da noi installati sono dotati di marchio CE, e da primari marchi internazionali con sistemi di produzione certificati e standardizzati dalle norme internazionali ISO9000 e UNI-EN.

Obbligatoria inoltre, è il rilascio della dichiarazione di conformità alle norme in materie vigenti, come previsto dal decreto legge D.L. 37/2008.

 

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Alcune Normative sistemi di impianti elettrici

CEI 64-8 Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000V in corrente alternata a 1500V in corrente continua: di cui

CEI 81-29 norma EN 62305 fulminazione (dell’analisi del rischio)

CEI 64-8, CAP.37 (Patto in deroga)

Lavori in prossimità di impianti elettrici e Lavori elettrici sotto tensione in BT e fuori tensione in AT e BT in conformità al Testo Unico sulla Sicurezza - Norma CEI 11-27 ed. 2014

La norma CEI 64-8 rappresenta una svolta importante nella realizzazione degli impianti elettrici in ambito residenziale e introduce la classificazione a livelli.

Nuova norma CEI 64-8 – Capitolo 37 Ambienti residenziali

La nuova norma CEI 64-8, al Capitolo 37, adotta una classificazione degli impianti elettrici in tre livelli, con regole da applicarsi agli impianti di unità immobiliari a uso residenziale.

Questa classificazione descrive ciò che gli utenti potranno scegliere nel momento in cui, rivolgendosi a un installatore di impianti elettrici, decidano di installare un nuovo impianto oppure di rinnovarlo.

L’utente finale potrà d’ora in poi chiedere all’installatore che la realizzazione dell’impianto elettrico sia di livello 1, 2 o 3, dove il livello 1 individua la configurazione minima che dovrà avere un impianto perché possa essere considerato a norma. I livelli superiori 2 e 3 aumentano le prestazioni dell’impianto e quindi la sua fruibilità che si adegua alle necessità degli utenti e alla morfologia dell’habitat.

Livelli impianti

I 3 livelli sono personalizzabili in base alle esigenze di dotazione e garantiscono il rispetto degli standard di qualità, efficienza e sicurezza. Nel dettaglio:

LIVELLO 1 - è il livello minimo per cui un impianto possa essere considerato a norma e prevede:
un numero minimo di punti-prese e punti-luce in funzione della metratura o della tipologia di ogni locale dell’appartamento;
un numero minimo di circuiti in funzione della metratura dell’appartamento;
almeno 2 interruttori differenziali al fine di garantire una sufficiente continuità di servizio

LIVELLO 2 - rispetto al livello 1, prevede un aumento della dotazione e dei componenti, oltre che l’installazione di dispositivi per la protezione e la sicurezza della casa quali il videocitofono e l’anti-intrusione.

LIVELLO 3 - oltre a un ulteriore aumento delle dotazioni, introduce la domotica a beneficio del risparmio energetico all’interno dell’abitazione. L’impianto per essere considerato domotico deve gestire almeno quattro funzioni domotiche, tra cui: anti-intrusione, controllo carichi, gestione comando luci, gestione temperatura, gestione scenari, controllo remoto, sistema diffusione sonora, rilevazione incendio, sistema antiallagamento e/o rilevazione gas.

  1.    D.M.37/08 "Dichiarazione di conformità alla regola dell'arte e relativi allegati".

Normative sistema allarme intrusione

   CEI 79-2 - CEI EN50131-1 per la costruzione dei materiali costruiti a regola dell'arte;

   CEI 79-3 - CEI CLC/TS50131-7 norme tecniche applicabili per la realizzazione di sistemi antifurto/antintrusione e TV.CC.;

  1.    D.M.37/08 "Dichiarazione di conformità alla regola dell'arte e relativi allegati".

IMQ (Istituto Italiano del marchio di qualità)

Rappresenta la più importante realtà italiana nel settore della valutazione della conformità (certificazione, prove, verifiche, ispezioni). Gruppo IMQ si pone infatti come punto di riferimento e partner delle aziende che hanno come obiettivo la sicurezza e la qualità.

Normative sistema rivelazione incendio

   UNI 9795:2010 "Sistemi fissi automatici di rivelazione e di segnalazione allarme d'incendio"

   UNI EN54-1, UNI EN54-2, UNI EN54-3, UNI EN54-4, UNI EN54-5, UNI EN54-7, UNI EN54-10, UNI EN54-11, UNI EN54-12, UNI EN54-16,

   UNI EN54-17, UNI EN 54-20, UNI EN54-24, UNI EN54-25 per la costruzione dei materiali costruiti a regola dell'arte;

   CEI20-36 "Prova di resistenza al fuoco dei cavi elettrici";

   CEI20-45 "Cavi resistenti al fuoco isolati con mescola elastomerica con tensione nominale U0/U non superiore a 0,6/1kV";

   CEI64-8 "Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000V in corrente alternata a 1500V in corrente continua";

   UNI 11224 "Manutenzione obbligatoria e controllo iniziale sistemi attivi di rivelazione incendio";

  1.    D.M.37/08 "Dichiarazione di conformità alla regola dell'arte e relativi allegati".

Normative sistema TV.CC.

   CEI 79-2 - CEI EN50131-1 per la costruzione dei materiali costruiti a regola dell'arte;

   CEI 79-3 - CEI CLC/TS50131-7 norme tecniche applicabili per la realizzazione di sistemi antifurto/antintrusione e TV.CC.;

   CEI 64-8 "Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000V in corrente alternata a 1500V in corrente continua";

  1.    D.M.37/08 "Dichiarazione di conformità alla regola dell'arte e relativi allegati".

Privacy

Nella realizzazione degli impianti di videosorveglianza, devono essere osservate specifiche indicazioni regolamentate dal garante della privacy (secondo art. 13 del codice in materia di protezione dei dati personali d.lg. 196/2003). L'installazione di telecamere è lecita solo se è proporzionata agli scopi che si intendono perseguire. Gli impianti di videosorveglianza devono essere attivati solo quando altre misure siano insufficienti o inattuabili. L'eventuale conservazione delle immagini deve essere limitata nel tempo. I cittadini devono sapere sempre e comunque se un'area è sottoposta a videosorveglianza. I cittadini che transitano nelle aree sorvegliate devono essere informati della rilevazione dei dati: tramite un cartello con un simbolo ad indicare l'area videosorvegliata. Deve essere chiaramente visibile ed indicare chi effettua la rilevazione delle immagini e per quali scopi.

In caso di registrazione, il periodo di conservazione delle immagini deve essere limitato: a poche ore o al massimo 24 ore, fatte salve speciali esigenze di ulteriore conservazione in relazione a indagini. Per attività particolarmente rischiose (es. banche) è ammesso un tempo più ampio, che non può superare comunque la settimana. Si possono installare telecamere senza il consenso degli interessati, quando si vuole perseguire un interesse legittimo a fini di tutela di persone e beni rispetto a possibili aggressioni, furti, rapine, danneggiamenti, atti di vandalismo, prevenzione incendi, sicurezza del lavoro ecc.

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